rapporto di lavoro

La Corte Costituzionale. Le decisioni del trimestre gennaio-marzo 2013. Rapporto di lavoro

Articolo scritto da: MassimoPallini

Illegittimità della cessazione automatica del rapporto di lavoro del dirigente pubblico prima della maturazione dei requisiti minimi per il pensionamento. Imponibile retributivo e contributivo per i soci di cooperative di lavoro

Vincoli alla libertà di recesso del lavoratore e ammissibilità delle clausole di durata minima del rapporto di lavoro

Articolo scritto da: Antonio Federici

Con la sentenza in commento è ritornato in evidenza il problema del pactum de non recedendo, diretto a conferire al rapporto di lavoro una stabilità convenzionale: si tratta di pattuizioni limitative del potere di recesso con cui le parti pongono un vincolo inibente la risoluzione del rapporto prima di un dato termine. Quando il vincolo è imposto a solo carico del datore di lavoro o è reciproco, non si pongono particolari problemi, stante la loro corrispondenza al programma di tutela del lavoratore cui è preordinata la specialità del diritto del lavoro; problematica, invece, è la questione...

Cassazione, N.17817-7 Settembre 2005

(Cassazione
N:17817 - 7 Settembre 2005)

Sez. lav. – Pres. Ciciretti, Est. Balletti, P.M. Frazzini (Conf.) – Air Vallée S.p.a. (avv.ti Caveri, Malagutti, Stanchi e Ferzi) c. R. P. (avv.ti Attanasio e Tobia) – Cassa, con rinvio, app. Torino, 3 luglio 2002, n. 586.

Note: Vincoli alla libertà di recesso del lavoratore e ammissibilità delle clausole di durata minima del rapporto di lavoro
Parole chiave: recesso - rapporto di lavoro ::

Lavoro subordinato – Dimissioni del lavoratore – Potere dispositivo – Clausole limitative della facoltà di recesso – Vincolo assunto a esclusivo carico del lavoratore – Ammissibilità.

Non contrasta con alcuna norma o principio dell’ordinamento giuridico il pactum de non recedendo con cui il lavoratore, disponendo della propria facoltà di recesso, si vincola unilateralmente a non dimettersi dal rapporto di lavoro prima dello scadere del termine di durata minima convenuto tra le parti. È ammissibile la clausola con cui, in caso di dimissioni anticipate, si stabilisce a carico del lavoratore l’obbligo del risarcimento del danno, anche con le modalità della penale ex art. 1382 cod. civ. (nella fattispecie la clausola di stabilità era intercorsa tra un pilota e una compagnia aerea, che aveva sostenuto i costi di addestramento per il conseguimento dell’abilitazione a condurre un dato tipo di aeromobile,...
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Lo ius variandi nel «nuovo» art. 2103 cod. civ.

Articolo scritto da: Umberto Gargiulo

Il saggio esamina la disciplina del mutamento di mansioni dopo la riforma dell’articolo 2103 del codice civile. L’Autore indaga, in particolare, i margini di deroga riconosciuti al datore, i rischi di abuso e gli spazi per il controllo giudiziale, con specifico riferimento all’adibizione del lavoratore a mansioni inferiori rispetto a quelle d’inquadramento e alla stipulazione di accordi di declassamento.

"Niente su di noi senza di noi": la Corte di Giustizia delinea il nuovo diritto al lavoro delle persone con disabilità

Articolo scritto da: Maria-Cristina Cimaglia

Con tre sentenze la Corte di Giustizia ha delineato il nuovo diritto antidiscriminatorio europeo per le persone con disabilità. L’espresso richiamo alla Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, quale atto cui deve uniformarsi il diritto europeo, ha imposto un cambiamento nei criteri ermeneutici finora adottati, perché diversa è l’accezione di disabilità e delle tecniche di tutela da predisporre. E a fronte di questa rivoluzione, anche culturale, l’Italia è condannata per la mancata trasposizione di una norma cardine di questo nuovo corso: il ragionevole adattamento.

Corte di Giustizia, N.C-312/11-4 Luglio 2013

(Corte di Giustizia
N:C-312/11 - 4 Luglio 2013)

C-312/11 – Avv. Gen. Y. Bolt – Commissione europea c. Repubblica italiana

Note: "Niente su di noi senza di noi": la Corte di Giustizia delinea il nuovo diritto al lavoro delle persone con disabilità

Disabilità – Adattamento ragionevole del posto di lavoro – Inadempimento dello Stato italiano (sussiste) – Provvedimento di trasposizione insufficiente.

La Repubblica italiana, non avendo imposto a tutti i datori di lavoro di prevedere, in funzione delle esigenze delle situazioni concrete, soluzioni ragionevoli applicabili a tutti i disabili, è venuta meno al suo obbligo di recepire correttamente e completamente l’articolo 5 della Direttiva n. 2000/78/Ce del Consiglio, che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro.
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Corte di Giustizia, N.C-335/11 e 337/11-11 Aprile 2013

(Corte di Giustizia
N:C-335/11 e 337/11 - 11 Aprile 2013)

Avv. Gen. J. Kokott – HK Danmark c. Dansk almennyttigt Boligselskab (C- 335/11) e HK Danmark c. Dansk rbejdgiverforening (C-337/11).

Note: "Niente su di noi senza di noi": la Corte di Giustizia delinea il nuovo diritto al lavoro delle persone con disabilità

Disabilità – Adattamento ragionevole del posto di lavoro (nozione di) – Lavoro a tempo parziale quale forma di adattamento ragionevole.

La nozione di «handicap» di cui alla Direttiva n. 2000/78/Ce deve essere interpretata nel senso che essa include una condizione patologica causata da una malattia diagnosticata come curabile o incurabile, qualora tale malattia comporti una limitazione, risultante in particolare da menomazioni fisiche, mentali o psichiche che, in interazione con barriere di diversa natura, possa ostacolare la piena ed effettiva partecipazione della persona interessata alla vita professionale su base di uguaglianza con gli altri lavoratori, e tale limitazione sia di lunga durata.
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Corte di Giustizia, N.C-152/11-6 Dicembre 2012

(Corte di Giustizia
N:C-152/11 - 6 Dicembre 2012)

Avv. Gen. E. Sharpston – Johann Odar c. Baxter Deutschland GmbH

Note: "Niente su di noi senza di noi": la Corte di Giustizia delinea il nuovo diritto al lavoro delle persone con disabilità

Discriminazioni – Indennità di licenziamento – Riduzione dell’importo dell’indennità di licenziamento corrisposto a lavoratori con disabilità – Illegittimità.

La Direttiva Ue n. 2000/78/Ce, che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro, non osta a una normativa contenuta in un regime aziendale di previdenza sociale che, nel sistema di calcolo dell’indennità di licenziamento per esigenze economiche, prevede una differenza di trattamento fra la generalità dei lavoratori e quelli di età superiore ai 54 anni. L’adozione, per questi ultimi, di un metodo di calcolo che prenda a riferimento la prima data utile per il pensionamento, a differenza dell’anzianità di servizio utilizzata per gli altri lavoratori, è giustificata dal fatto che un piano sociale aziendale non può mettere a repentaglio la sopravvivenza dell’impresa e i posti di lavoro rimanenti.
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La Corte Costituzionale. Le decisioni nel trimestre luglio-settembre 2012. Rapporto di lavoro

Articolo scritto da: MassimoPallini

Illegittimità del diniego della regolarizzazione dei lavoratori extracomunitari condannati anche con sentenza non definitiva per tutti i tipi di reati che consentono l’arresto in flagranza. Competenza statale nel dettare limiti alla spesa per il personale di Regioni ed enti locali. Illegittimità della riserva in favore del personale interno del 60% dei posti vacanti di dirigente. Legittimità del blocco della contrattazione collettiva per il pubblico impiego nel triennio 2010-2012. Legittimità dei vincoli alla spesa per il personale delle Regioni in ragione del coordinamento, etc.

La Corte di Cassazione e la qualificazione del rapporto di lavoro

Articolo scritto da: Maria Dolores Ferrara

L’attività di commesso in un negozio di abbigliamento: riflessioni sul metodo interpretativo — L’originalità delle conclusioni cui perviene la Suprema Corte nella sentenza in commento si apprezza sia sul piano del metodo, sia nel merito dell’interpretazione proposta, anche se la fattispecie concreta è alquanto ordinaria. Il Tribunale di Catanzaro accertava l’esistenza di un rapporto di lavoro subordinato in relazione all’attività di commesso svolta in un negozio di abbigliamento.

Corte di Cassazione, N.18692-6 Settembre 2007

(Corte di Cassazione
N:18692 - 6 Settembre 2007)

Sez. lav. – Pres. Senese, Est. De Matteis, P.M. Patrone – D. L. (avv. Sacchi) c. Rinaldi Ditta Sas (avv. Agosto). Diff. Corte d’Appello Catanzaro, 10 febbraio 2004

Note: La Corte di Cassazione e la qualificazione del rapporto di lavoro
Parole chiave: rapporto di lavoro ::

Lavoro subordinato – Doppia alienità – Lavoro tipologicamente subordinato – Onere della prova

La prestazione di attività lavorativa onerosa all’interno dei locali dell’azienda, con materiali e attrezzature proprie della stessa e con modalità tipologiche proprie di un lavoratore subordinato in relazione alle caratteristiche delle mansioni (nella specie, commesso addetto alla vendita), comporta una presunzione di subordinazione, che è onere del datore di lavoro vincere.
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La Corte Costituzionale. Rapporto di lavoro. Periodo gennaio-giugno 2016

Articolo scritto da: MassimoPallini

legge della Regione Puglia di stabilizzazione del personale precario delle agenzie e delle società in house regionali — legge statale che taglia in percentuale la spesa delle Regioni per incarichi di consulenza e collaborazioni coordinate — questione relativa alla legge della Regione Sardegna che consente l’attribuzione temporanea di incarichi dirigenziali a dipendente non di qualifica dirigenziale — soppressione del Tribunale di Orvieto, anche in funzione di giudice del lavoro - legge della Regione Trentino-Alto Adige che conserva il diritto di rogito per tutti i segretari comunali...

La Corte Costituzionale. Le decisioni nel trimestre gennaio-marzo 2014. Rapporto di lavoro.

Articolo scritto da: MassimoPallini

Illegittimità dell’art. 8, comma 2, della legge della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia 13 dicembre 2012, n. 25. Illegittimità della legge della Regione Abruzzo 28 dicembre 2012, n. 71. Illegittimità della legge della Provincia autonoma di Bolzano 17 gennaio 2011, n. 1. Illegittimità della legge della Regione Molise 17 gennaio 2013, n. 4. Infondata la questione di legittimità dell’art. 7, comma 6, del decreto legislativo 30 ottobre 1992, n. 449.

Il futuro della governance finanziaria europea alla luce della sentenza Pringle

Articolo scritto da: Elisa Bertolini

Nella sentenza Pringle in commento (causa C-370/12), la Corte di giustizia si è espressa a favore della compatibilità della decisione 2011/199/Ue e del Trattato MES con il diritto europeo. La Corte mette in risalto come non fosse possibile fondare un meccanismo di stabilità quale MES sui Trattati ma come esso, in realtà, si proponga, esattamente come questi ultimi, di raggiungere come fine la stabilità finanziaria dell’eurozona. In ogni caso, la sentenza ha reso ancora più evidente la necessità che l’Unione proceda verso una integrazione anche in campo economico, di bilancio e bancario.

Corte di Giustizia dell'UE, N.370/2012-27 Novembre 2012

(Corte di Giustizia dell'UE
N:370/2012 - 27 Novembre 2012)

Thomas Pringle c. Governo irlandese, Irlanda, Avvocatura dello Stato – Avv. Gen. Juliane Kokott

Note: Il futuro della governance finanziaria europea alla luce della sentenza Pringle

Unione europea – Meccanismo europeo di stabilità – Decisione n. 2011/199/Ue – Modifica dell’articolo 136 del TfUe – Validità – Art. 48, par. 6, del Trattato Ue – Procedura di revisione semplificata – Trattato Mes – Politica economica e monetaria – Sovranità Parlamenti nazionali – Competenza degli Stati membri.

È valida la decisione 2011/199/Ue del Consiglio europeo, del 25.3.2011, che modifica l’art. 136 TfUe relativamente a un meccanismo di stabilità per gli Stati membri la cui moneta è l’euro. Gli artt. 4, par. 3, e 13 TUe, gli artt. 2, par. 3, 3, parr. 1, lett. c, e 2, 119-123 e 125-127 TfUe, nonché il principio generale di tutela giurisdizionale effettiva non ostano alla conclusione tra gli Stati membri la cui moneta è l’euro di un accordo quale il Trattato che istituisce il Mes. La possibilità per uno Stato membro di concludere così come di ratificare tale Trattato istitutivo del meccanismo europeo di stabilità non è peraltro in alcun modo subordinata all’entrata in vigore della decisione n. 2011/199/Ue.
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Osservatorio. La Corte Costituzionale. Le decisioni nel trimestre ottobre-dicembre 2011. Rapporto di lavoro

Articolo scritto da: MassimoPallini

1. Illegittimità della legge regionale Calabria che ha modificato ex post i criteri di quantificazione dell’incentivo all’esodo per il personale. — 2. Illegittimità dell’inserimento di personale di associazioni private nei ruoli regionali mediante concorsi interamente riservati. — 3. Legittimità della indennità introdotta dalla legge n. 183/2010 in caso di contratti a termine illegittimi. — 4. Illegittimità delle «stabilizzazioni» del personale forestale e dei lavoratori precari della Regione Calabria.