lavoro

A. de Oto - Precetti religiosi e mondo del lavoro. Le attività di culto tra norme generali e contrattazione collettiva - Ediesse

Articolo scritto da: PiergiovanniAlleva

Nel nuovo scenario multi-culturale, spezzata l’omogeneità religiosa ed etnica del paese, in seguito agli importanti flussi migratori che da alcuni lustri attraversano l’Europa, c’è sempre maggiore bisogno di conoscere a fondo i nuovi problemi e adeguare le regole alle esigenze sociali che man mano vanno affermandosi. Un importante contributo a questo ineludibile processo di maturazione della ricerca giuridica in senso multi-culturale lo porta il libro di Antonello De Oto, Precetti religiosi e mondo del lavoro, che ha avuto la felice intuizione di unire, a una ricca e articolata analisi...

Il lavoro che verrà

Articolo scritto da: Francesco d'Ovidio

L’articolo propone una breve lettura diacronica del concetto e delle applicazioni del lavoro dignitoso. Dopo un’introduzione dedicata alla genesi del lavoro dignitoso, nella prima fase dell’articolo si delineano le condizioni nelle quali esso versa. In particolare, ci si sofferma sulle conseguenze che le ultime crisi economiche, il rallentamento dell’economia globale e il mutamento del sistema di produzione hanno avuto sulla quantità (occupazione) e sulla qualità (protezione, precarietà, vulnerabilità, innovazione) del lavoro dignitoso.

Il rito Fornero nella giurisprudenza: questioni ancora aperte

Articolo scritto da: Domenico Dalfino

Premessa. — Procedimento sommario. — Esclusività e obbligatorietà del rito anche per il datore di lavoro che agisca in prevenzione e proponibilità di domanda riconvenzionale da parte del lavoratore. — Rilevabilità e decidibilità di questioni pregiudiziali e preliminari. — Ambito di applicazione e mutamento del rito. — (Non) ricorribilità per cassazione dell’ordinanza. — Opposizione. Incompatibilità tra giudice della fase sommaria e giudice dell’opposizione? — «Reclamo»: contenuto dell’atto introduttivo.

Giusta retribuzione e contratto collettivo

Articolo scritto da: Nicoletta Frasca

Commentando la pronuncia l'A. sottolinea che la questione della qualificazione del rapporto, da sempre risolta in base ai principi dell'onere della prova e degli indici rivelatori della subordinazione, si indirizza verso nuovi orizzonti alla luce delle modifiche apportate dalla l. n. 92/12, che introduce una presunzione di non autonomia della prestazione lavorativa in assenza dei requisiti espressamente indicati nel testo legge. Il riconoscimento della natura subordinata del rapporto pone l'ulteriore problema dell'applicazione, parziale o integrale, del contratto collettivo...

Tribunale Napoli, N.-31 Ottobre 2012

(Tribunale Napoli
N: - 31 Ottobre 2012)

Est. Coppola – B.A. (avv. Esposito) c. L.B. (avv. Corda).

Note: Giusta retribuzione e contratto collettivo

Lavoro subordinato – Qualificazione del rapporto – Ripartizione dell’onere della prova – Conseguenze – Applicazione integrale del contratto collettivo – Determinazione del minimale retributivo.

Nel caso di attività di cameriere di sala e barman, l’accertamento della natura subordinata del rapporto, fondata sulla presenza dei tradizionali indici della subordinazione, nonché sulla non riconducibilità della specifica prestazione lavorativa ad alcuno dei tipi disciplinati dal d.lgs. n. 276/2003, comporta l’applicabilità integrale della contrattazione collettiva ai fini della determinazione della giusta retribuzione di cui all’art. 36 Cost.
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Sul part-time previdenziale

Articolo scritto da: Barbara Caponetti

La sentenza interviene in merito ad una fattispecie di part time previdenziale che consente, in via eccezionale, il conseguimento del trattamento pensionistico di anzianità in costanza di rapporto, sia pure trasformato in regime di orario ridotto, con lo stesso datore di lavoro. In particolare, il Collegio giudicante, interpretando rigorosamente la normativa, afferma il principio di diritto a tenore del quale tale regime di cumulo ha validità per tutta la durata del rapporto di lavoro e, una volta optato per il tempo parziale, non è ammessa la trasformazione del rapporto a tempo pieno

Corte Appello Torino, N.856-3 Agosto 2011

(Corte Appello Torino
N:856 - 3 Agosto 2011)

Pres. Mariani, Est. Grillo Pasquarelli Mariani – Azienda Usl Valle d’Aosta (avv. Pagani) c. B.L.G. (avv.ti Caveri, d’Alessandro).

Note: Sul part-time previdenziale
Parole chiave: part-time :: pensione :: lavoro :: pubblico :: tempo :: parziale :: previdenziale ::

Pensione – Lavoro pubblico – Part-time previdenziale – Scadenza contratto – Decadenza beneficio – Ripristino della situazione quo ante – Non sussiste

Ai sensi dell’art. 1, comma 187, legge n. 662/1996, una volta esercitata la facoltà di trasformazione del rapporto di lavoro da full-time a part-time con la contestuale percezione della pensione di anzianità non è ammesso il ripristino del rapporto quo ante
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Diritto, aspettativa o potenzialità nella tutela del lavoro dei disabili

Articolo scritto da: Silvia Assennato

Il disposto dell’art. 33 della legge n. 104 del 1992 rappresenta una norma di peculiare interesse per i disabili e i loro familiari ma, forse anche a causa della scarsa conoscenza del suo reale contenuto, se ne fa ancora un uso parziale e - il più delle volte - distorto. Una panoramica sulla materia si impone, rammentando in particolare come la citata legge miri ad assegnare particolari diritti alle persone che ricadono nella recepita definizione di disabilità, e in particolare a rimuovere gli ostacoli che, di fatto, provocano degli impedimenti...

Cassazione, Sez. lav., N.1396-25 Gennaio 2006

(Cassazione, Sez. lav.
N:1396 - 25 Gennaio 2006)

Pres. Mercurio, Est. Picone, P.M. Nardi (conf.) – P. G. (avv. Pappalardo) c. Ministero della giustizia (Avv.ra Gen. Stato).

Note: Diritto, aspettativa o potenzialità nella tutela del lavoro dei disabili
Parole chiave: lavoro - disabili ::

Assistenza ai disabili – Diritto al trasferimento a sede lavorativa più vicina – Art. 33, comma 5, legge n. 104 del 1992 – Configurazione come mera potenzialità in relazione alle esigenze dell’amministrazione.

Con riguardo all’organizzazione delle amministrazioni pubbliche, soprattutto a seguito del processo di privatizzazione, si deve negare che il diritto al trasferimento riconosciuto dall’art. 33, comma 5, della legge n. 104 del 1992, possa assumere a suo esclusivo presupposto la vacanza del posto a cui il lavoratore richiedente aspira, poiché tale condizione esprime una mera potenzialità che assurge ad attualità soltanto con la decisione organizzativa dell’amministrazione di coprire talune vacanze, ragion per cui ai fini del riconoscimento del suddetto diritto non basta la mera scopertura di organico, profilandosi invece necessario che i posti, oltre che vacanti, siano anche «disponibili». L’onere probatorio attinente alla sussistenza di quest’ultimo requisito, siccome concerne...
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Federalismo e Diritto del lavoro in Germania: il riparto di competenze legislative tra Bund e Länder

Articolo scritto da: Gabriele Moro

L’elaborato analizza il rapporto tra assetto federale dello Stato ed il diritto del lavoro nella Repubblica Federale Tedesca, prendendo come punti di riferimento da un lato la Costituzione, la quale esplicitamente cita, nell’art. 74, comma 1, n. 12, il diritto del lavoro (“das Arbeitsrecht”) tra le materie oggetto di competenza legislativa concorrente tra Bund e Länder e, d’altro lato, la giurisprudenza della Bundesverfassungsgericht di Karlsruhe, ovvero sia l’equivalente, pur con tutti gli opportuni distinguo, della nostra Corte Costituzionale.

La Corte costituzionale. Le decisioni nel trimestre gennaio-marzo 2015. Rapporto di lavoro

Articolo scritto da: MassimoPallini

1. Illegittimità costituzionale della norma della Regione Sardegna che prevedeva il trasferimento di personale dipendente da una società in house a una amministrazione pubblica, in violazione dell’art. 97, comma 3, Cost. — 2. I nam mis si bile la questione di legittimità costituzionale dell’art. 4 della legge 23 marzo 1983, n. 78, inerente l’indennità d’imbarco per il personale delle Forze armate. — 3. Il le gittimità costituzionale della norma che consente alle Agenzie delle entrate, territoriale e delle dogane l’attribuzione senza pubblico concorso di incarichi dirigenziali...

Art. 18 Stat. lav. e lavoro pubblico: una parziale applicazione della norma statutaria?

Articolo scritto da: Antonello Olivieri

L’ordinanza del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere si colloca nel solco di un orientamento, ad oggi, maggioritario finalizzato a estendere la disciplina privatistica in materia di licenziamento individuale anche al settore pubblico. Il provvedimento del Tribunale non si limita, però, semplicemente a prendere posizione di fronte al neonato dibattito. È, infatti, possibile scorgere un aliquid novi rispetto alle precedenti pronunce, in quanto lo stesso Tribunale ritiene estensibile al pubblico impiego la cd. tutela economica ex comma 6 dell’art. 18, Stat. lav.

Tribunale Santa Maria Capua Vetere, ord., N.10760-2 Aprile 2013

(Tribunale Santa Maria Capua Vetere, ord.
N:10760 - 2 Aprile 2013)

Est. Cervelli – R.S. (avv. Troianiello) c. Agenzia delle entrate (Avv. Stato).

Note: Art. 18 Stat. lav. e lavoro pubblico: una parziale applicazione della norma statutaria?

Lavoro pubblico – Licenziamento individuale – Licenziamento disciplinare – Art. 18 Stat. lav. – Impugnazione – Art. 1, comma 42, legge n. 92/2012 – Applicabilità.

La nuova disciplina sostanziale in materia di licenziamenti introdotta dall’art. 1, co. 42, l. n. 92/2012 (cd. riforma Fornero), deve ritenersi totalmente applicabile anche al pubblico impiego contrattualizzato. In particolare, la circostanza per cui una controversia riguardi il pubblico impiego non deve giustificare un diverso ambito di applicabilità del nuovo art. 18 Stat. lav., perché l’art. 51, co. 2, d.lgs. 165/01, contiene un rinvio mobile alla norma statutaria, sicché ogni sua novella sarà applicabile al pubblico impiego in forza di tale rinvio
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Abuso del contratto a tempo determinato, indennità ex art. 32, legge n. 183/2010 e risarcimento del danno non patrimoniale

Articolo scritto da: Giuseppe Cannati

Oggetto del commento p un sentenza interessante in tema di danno non patrimoniale arrecato alla dignità di una lavoratrice per essere stata sottoposta a innumerevoli e illegittime stipulazioni con termine finale. La Corte ha liquidato una somma elevata in aggiunta all'indennità ex art. 32 l. n. 183/2010, considerando quest'ultima forfetizzazione solo a ristoro del danno patrimoniale. E' da segnalare anche l'applicazione di quest'ultima, fatta dalla Corte, alla somministrazione irregolare.

Corte Appello Brescia, N.505-13 Dicembre 2011

(Corte Appello Brescia
N:505 - 13 Dicembre 2011)

Pres. Nuovo, Est. Terzi – Fondazione A.P. Onlus (avv. Vassalini) c. R.M. (avv. Pasini)

Note: Abuso del contratto a tempo determinato, indennità ex art. 32, legge n. 183/2010 e risarcimento del danno non patrimoniale

Contratto a termine – Somministrazione di lavoro – Conversione, indennità e risarcimento del danno non patrimoniale

L’abusivo ricorso a contratti a termine, mediante il ripetuto approfittamento di un accentuato stato di bisogno del lavoratore, è possibile fonte di responsabilità extracontrattuale del datore di lavoro per i danni arrecati alla sua dignità personale e sociale i quali vanno risarciti in aggiunta all’indennità ex art. 32, legge 4 novembre 2010, n. 183. L’indennità prevista per la conversione del contratto a termpo determinato dall’art. 32, legge 4 novembre 2010, n. 183, è applicabile anche al lavoro somministrato
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