jobs act

L’ennesimo (inutile) intervento del legislatore sul contratto di apprendistato

Articolo scritto da: Madia D'Onghia

Il saggio esamina le modifiche apportate alla disciplina dell’apprendistato dal decreto Poletti, partendo dai dati più recenti sull’occupazione che rivelano un forte decremento di tale tipologia contrattuale. L’Autrice evidenzia come la novella si risolva in una mera opera di restyling, senza alcun effetto positivo per il rilancio dell’apprendistato; essa continua a enfatizzarne la finalità occupazionale (tutto a discapito dell’obbligazione formativa) con l’unico risultato di contribuire a creare un quadro normativo confusionario e privo di sistematicità

Le attività ispettive e il contrasto al lavoro irregolare nel sistema del Jobs Act

Articolo scritto da: Marco Esposito

Il saggio analizza i contenuti della riforma del 2015 in materia di ispezioni sul lavoro e di contrasto al lavoro irregolare. Si analizzano le previsioni sull’agenzia denominata Ispettorato nazionale del lavoro. L’A. muove alcune valutazioni critiche sull’effettiva capacità di questo soggetto a imprimere una svolta alle azioni di prevenzione, repressione e sanzione delle violazioni in materia di lavoro e previdenza sociale, visto il quadro complessivo in cui si tende a monetizzare amministrativamente le trasgressioni, con un alleggerimento complessivo delle garanzie a favore del lavoro

È finito il tempo dei patti di sindacato. Intervento eteronomo e autonomia individuale nel Jobs Act II

Articolo scritto da: LorenzoScarano

Il saggio si propone di effettuare una prima riflessione sul rapporto fra legge e contrattazione nella disciplina del contratto di lavoro subordinato, come modificata dal d.lgs. n. 81/2015, attuativo della legge delega n. 183/2014. La valutazione delle novità normative porta alla conclusione che il potenziamento dell’autonomia individuale spesso si traduce in un aumento della discrezionalità del datore di lavoro nella gestione del rapporto, ancora una volta accompagnato dalla continua riduzione del ruolo assegnato all’autonomia sindacale

Riflessioni in tema di eterorganizzazione nelle nuove collaborazioni di lavoro subordinato

Articolo scritto da: Costantino Cordella

l’Autore sottolinea come l’art. 2, d.lgs. n. 81/2015, sia frutto della volontà di tipizzare gli indici di qualificazione più utilizzati in giurisprudenza, evidenziando le ragioni applicative che escludono la riconducibilità al lavoro autonomo di questi rapporti. Il discorso sulla qualificazione continua analizzando il concetto di eterorganizzazione e, in tal senso, evidenziando la diversità di significato che esiste rispetto al riferimento «alle dipendenze» utilizzato all’art. 2094 c.c. e, al contempo, la connessione funzionale che invece si rileva con il concetto di eterodirezione.

L’alto apprendistato: la storia infinita

Articolo scritto da: Bianca Maria Orciani

Il saggio esamina l’evoluzione della disciplina dell’apprendistato di alta formazione e ricerca a partire dal d.lgs. n. 276 del 2003 fino al recente d.lgs. n. 81 del 2015, evidenziandone gli elementi di continuità e discontinuità. A dispetto della complessità del rapporto fra formazione formale e non formale, le varie operazioni di restyling non sembrano tenere in adeguata considerazione la rilevanza esterna dell’istituto, preferendo agire sul profilo economico al fine di promuoverne la diffusione.

I dilemmi sindacali nell’italia del «Jobs Act». Spunti per una riflessione

Articolo scritto da: AmosAndreoni

L’ultima legislazione ripropone il tema del lavoro precario come via di uscita dalla crisi occupazionale. La erroneità della tesi può essere contrastata sul piano scientifico e giudiziario. Tuttavia è necessario comprendere il contesto economico a monte di queste scelte legislative; comprensione necessaria per poter promuovere una nuova fase di contrattazione, con progetti territoriali di sviluppo e con strategie di codeterminazione nelle imprese esportatrici. Occorre in ogni caso una effettiva politica industriale e una rinnovata politica economica.

Ideologia e regole nella nuova disciplina del mutamento di mansioni

Articolo scritto da: Alessandra Raffi

La riforma delle mansioni introdotta dal Jobs Act ha determinato un deterioramento della dignità della persona che lavora e una involuzione della normativa che regolamentava le mansioni, perfino peggiorativa del vecchio testo dell’art. 2103 c.c., in vigore prima dell’introduzione nel nostro ordinamento dello Statuto dei lavoratori. L’intera tematica può essere riassunta nell’alternativa tra «tutela della professionalità» e «tutela dell’inquadramento».

Il collocamento obbligatorio e le politiche attive

Articolo scritto da: Enrico Gragnoli

L’articolo si occupa della recente riforma del collocamento obbligatorio per i disabili. Partendo da un’analisi critica delle politiche attive del lavoro nei confronti delle persone svantaggiate l’Autore rileva come lo scarso successo del collocamento obbligatorio sia da imputare all’esistenza di un potere imperativo dell’amministrazione e allo scarso coinvolgimento dei soggetti destinatari che non sono visti come parti attive del collocamento ma come meri destinatari di interventi di tipo assistenziale.

La flessibilità funzionale e i poteri del datore di lavoro. Prime considerazioni sui decreti attuativi del Jobs Act e sul lavoro

Articolo scritto da: Vito Pinto.

Il saggio mostra come le recenti riforme legislative, pur ampliando i poteri del datore di lavoro, non introducono un equilibrio qualitativamente diverso tra gli opposti interessi di cui sono portatori il datore di lavoro e il lavoratore. Attraverso l’analisi dei nuovi regimi, in particolare l'introduzione degli strumenti di lavoro, la variazione delle mansioni, tempo di lavoro nel part-time e il possibile intervento su smart working, l’A. evidenzia come l’intervento legislativo si risolva in un aggiustamento della disciplina previgente e non esprima una precisa linea di politica del diritto

Dalla eterodirezione alla eteroorganizzazione: una nuova nozione di subordinazione?

Articolo scritto da: MassimoPallini

Il saggio investiga gli effetti sistematici del d.lgs. n. 81/2015, che ha previsto l’applicazione al lavoro eteroorganizzato dal committente della disciplina legale del lavoro subordinato. Secondo l’A., la nozione di lavoro eteroorganizzato è in gran parte coincidente con quella di lavoro coordinato, distinguendosi da questa soltanto per il carattere esclusivamente personale della prestazione e per l’incidenza del potere organizzativo del committente anche sulle modalità spaziali e temporali di esecuzione della prestazione, ma non già per la natura giuridica di tale potere.