contratto a termine

Lavoro a termine e causale sostitutiva. La sentenza Sorge, tra orientamenti comunitari e applicazioni interne

(Corte Costituzionale
24 Febbraio 2010, n.65)

Articolo scritto da: Tiziana Vettor

1. Lavoro a termine e causale sostitutiva. — 2. La clausola 8, n. 3, della Direttiva n. 99/70/Ce. — 3. La sentenza Sorge. — 4. «Non osta». Se e solo se. — 5. La violazione della clausola di non regresso e il divieto di disapplicazione della normativa nazionale. — 6. Segue: Causale sostitutiva e obbligo di indicazione del nominativo del lavoratore da sostituire nelle organizzazioni d’impresa elementari e complesse.

Problematiche sanzionatorie nel contratto a tempo determinato tra la sentenza Angelidaki e la giurisprudenza nazionale

Articolo scritto da: Stefano Cairoli

Alla presentazione in fatto della sentenza di merito (par. 1) segue l’analisi della sanzione per insussistenza delle ragioni alla base dell’apposizione del termine, nell’ordinamento passato ed attuale (par. 2). Si sostiene con più argomenti la necessità che il supposto vuoto normativo per la sostituzione automatica della clausola nulla non determini un cambiamento interpretativo. L’ultimo di questi argomenti (par. 3) è l’interpretazione conforme alla c.d. clausola di non regresso dopo la sent. Angelidaki.

Corte costituzionale, N.260-11 Dicembre 2015

(Corte costituzionale
N:260 - 11 Dicembre 2015)

Pres. Cartabia, Est. Sciarra – Fondazione Teatro Maggio Musicale Fiorentino c. M.M.G.

Note: Fondazioni lirico-sinfoniche e contratti di lavoro a termine
Parole chiave: contratti a termine :: disciplina :: sanzioni ::

Contratto a termine – Fondazioni lirico-sinfoniche – Disciplina – Trasformazione in soggetti di diritto privato – Rinnovi che comporterebbero la trasformazione del rapporto – Divieto – Nullità dei rinnovi – Legge di interpretazione autentica – Violazione delle norme sul la stipula dei contratti a termine, sulle proroghe e rinnovi – Stabilizzazione del rapporto – Inapplicabilità – Legge interpretata – Significato letterale – Univocità – Contrasti ermeneutici – Inesistenza – Illegittimità costituzionale.

È costituzionalmente illegittimo l’art. 40, c. 1-bis del d.l. 21.6.2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dall’art. 1, c. 1, della legge 9.8.2013, n. 98, nella parte in cui prevede che l’art. 3, c. 6, primo periodo, del d.l. 30.4.2010, n. 64, convertito, con modificazioni, dall’art. 1, c. 1, della legge 29.6.2010, n. 100, si interpreta nel senso che alle fondazioni lirico-sinfoniche, fin dalla loro trasformazione in soggetti di diritto privato, non si applicano le disposizioni di legge che prevedono la stabilizzazione del rapporto di lavoro non solo come conseguenza della violazionedelle norme sulla proroga e ripetizione dei contratti, ma anche come conseguenza della violazione di qualsiasi norma in materia di stipula di contratti di lavoro subordinato a termine
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Il lavoro a termine nel settore dello spettacolo

Articolo scritto da: Simona Naimoli

La fattispecie in esame è quella di L. F. R., programmista-regista assunta alle dipendenze della Rai con contratti di lavoro a tempo determinato per ben dieci volte nell’arco temporale di tredici anni, tra il 1981 e il 1994

Corte di Cassazione, N.24049-25 Settembre 2008

(Corte di Cassazione
N:24049 - 25 Settembre 2008)

Sez. lav., ord. – Pres. Senese, Est. Ianniello, P.M. Lo Voi (conf.) – Rai Spa (avv. Irace) c. L. F. R. (avv. Petrocelli). Corte d’Appello Roma 23 novembre 2004.

Note: Il lavoro a termine nel settore dello spettacolo

Contratto a termine – Lavoratori dello spettacolo – Lavoro subordinato (rapporto di) – Assunzioni a termine – Presupposti – Temporaneità e specificità dello spettacolo – Durata del rapporto – Ulteriori condizioni – Connessione reciproca tra specificità dell’apporto del lavoratore e specificità del programma o spettacolo – Necessità – Fattispecie concernente l’attività di programmista regista.

In tema di assunzioni a termine dei lavoratori dello spettacolo, ai fini della legittimità dell’apposizione del termine, è necessario che ricorrano la temporaneità della occasione lavorativa rappresentata dalla trasmissione o dallo spettacolo (che non devono essere necessariamente straordinari od occasionali, ma di durata limitata nell’arco di tempo della programmazione complessiva, e quindi destinati a esaurirsi), la specificità del programma (che deve essere quanto meno unico, ancorché articolato in più puntate o ripetuto nel tempo), e la connessione reciproca tra specificità dell’apporto del lavoratore e specificità del programma o spettacolo (per cui il primo concorre a formare la specificità del secondo o è reso necessario da quest’ultima specificità) ...
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La compatibilità della nuova disciplina del contratto di lavoro a tempo determinato con la Direttiva n. 99/70

Articolo scritto da: Vito Leccese

Nel saggio viene affrontata la questione della compatibilità della nuova disciplina italiana del contratto a tempo determinato (d.l. n. 34/2014) con la Direttiva europea n. 99/70. L’Autore, dopo aver illustrato le pertinenti pronunce della Corte di Giustizia, individua i profili rispetto ai quali la direttiva risulta non correttamente attuata e gli spazi per l’interpretazione conforme da parte dei giudici nazionali.

Un filone giurisprudenziale sul lavoro a tempo determinato in «salsa sarda»

Articolo scritto da: Alberto Valenti

Il caso oggetto della pronuncia della Corte di Cassazione s’inserisce in un vasto contenzioso che ha coinvolto il più importante Istituto bancario della Sardegna, il Banco di Sardegna, e un consistente numero lavoratori assunti a tempo determinato dallo stesso

Cassazione, N.15524-17 Settembre 2012

(Cassazione
N:15524 - 17 Settembre 2012)

Sez. lav. – Pres. De Renzis, Est. Tria, P.M. Romano (conf.) – Banco di Sardegna Spa (avv. Proia) c. S.G. (avv.ti Abati, Sechi). Cassa Corte d’App. Cagliari, 5 ottobre 2009.

Note: Un filone giurisprudenziale sul lavoro a tempo determinato in «salsa sarda»
Parole chiave: contratto a termine ::

Contratto a termine – Impugnazione del termine – Inerzia del lavoratore – Risoluzione per mutuo consenso – Configurabilità

Il contratto a tempo determinato, caratterizzato da illegittimità del termine, può risolversi per mutuo consenso tacito, ai sensi dell’art. 1372, comma 1, del cod. civ. in conseguenza del comportamento concreto tenuto dalle parti. La sussistenza degli elementi idonei e sufficienti all’affermazione dell’intervenuta risoluzione del rapporto di lavoro intercorso fra le parti deve essere accertata sulla base di elementi oggettivi che evidenzino la chiara e certa comune volontà di porre definitivamente fine a ogni rapporto lavorativo
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Gli insegnanti precari nella pubblica amministrazione: stabilizzazione o risarcimento del danno?

Articolo scritto da: Alessandra Raffi

L’A., ripercorrendo le vie giurisprudenziali createsi in materia di sanzioni contro l’abuso nell’utilizzo dei contratti a termine nella p.a., si interroga sulla adeguatezza delle soluzioni sanzionatorie prospettate, ed è giunto a giustificare la prevalenza della soluzione sanzionatoria rispetto a quella della stabilizzazione, anche in considerazione dei principi normativi comunitari e nazionali. Con la precisazione che il risarcimento del danno deve essere basato su parametri certi: il lavoratore – che non può essere reintegrato - avrà diritto al risarcimento secondo i criteri dell'art. 18 St.

Tribunale Roma, N.7641-28 Aprile 2011

(Tribunale Roma
N:7641 - 28 Aprile 2011)

Est. Luna - XXX (avv. Naso) c. ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca - Ufficio scolastico regionale per il Lazio (avv. Cesarino)

Note: Gli insegnanti precari nella pubblica amministrazione: stabilizzazione o risarcimento del danno?
Parole chiave: contratto a termine :: scuola ::

Contratto a termine - Comparto Scuola - Illegittimità della rinnovazione dei contratti a termine - Sanzione della conversionedel contratto - Non sussiste - Diritto al riarcimento del danno - Sussiste

Nell’ipotesi di illegittima e reiterata stipulazione di contratti a termine alle dipendenze della p. a., il risarcimento danni previsto dall’art. 36 d.lgs. n. 165/01, ritenuto conforme ai caratteri individuati dalla Corte di Giustizia, comporta che al lavoratore illegittimamente assunto a termine spetti un risarcimento che insieme sia un adeguato ristoro del danno costituito dall’impossibilità di fruire di un’occupazione stabile alle dipendenze della pubblica amministrazione e, al tempo stesso, costituisca una valida misura dissuasiva contro l’abusivo ricorso alle assunzioni a termine
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Nota a Tribunale Bolzano, 24 novembre 2009

Articolo scritto da: Carlo Lanzinger

L'articolo esamina la fattispecie del contratto a termine di lavoratori iscritti nelle liste di mobilità. Secondo la più recente giurisprudenza di merito tale ipotesi di lavoro a termine, previsto dall’art. 8, co. 2, l. 223/91 prescinde dalle ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo previste dal d. lgs 368/01. L'interpretazione deriva dall’esclusione di tale fattispecie dall’ambito di applicazione del d. lgs. 368 e dalla necessità di reintrodurre i soggetti iscritti nelle liste di mobilità nel mondo del lavoro. Si riporta un precedente di segno opposto

Tribunale Bolzano, N.274-24 Novembre 2009

(Tribunale Bolzano
N:274 - 24 Novembre 2009)

Est. Puccetti – M. T. (avv.ti Modena, Rossi) c. Fercam Spa (avv.ti Daverio, Morandi).

Note: Nota a Tribunale Bolzano, 24 novembre 2009

Lavoro subordinato – Contratto a tempo determinato – Art. 1, d.lgs. n. 368/2001 – Art. 8, comma 2, legge n. 223/1991 – Lavoratori iscritti nelle liste di mobilità – Conversione rapporto – Esclusione.

I lavoratori iscritti nelle liste di mobilità possono essere assunti con contratto di lavoro a termine della durata non superiore a dodici mesi. Tale ipotesi di lavoro a termine, previsto dall’art. 8, comma 2, della legge 23 luglio 1991, n. 223, prescinde dalle ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo previste dal d.lgs. n. 368/2001. Le ragioni oggettive richieste generalmente per il lavoro a termine non sono richieste nell’ipotesi dei lavoratori in mobilità, dove, invece, prevale la necessità di reintrodurre tali soggetti nel mondo del lavoro.
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Tutela del lavoratore e impugnazione del contratto a termine nel d.lgs. n. 81/2015

Articolo scritto da: Lorenzo-Giasanti

Il saggio si sofferma sulla disciplina introdotta dal d.lgs. n. 81/2015, che aggrava il regime delle decadenze nei casi di impugnazione di un contratto a tempo determinato. Si evidenzia il rischio che tale normativa possa rendere eccessivamente difficoltoso per il lavoratore tutelare i propri diritti in caso di contratti a termine successivi e si cerca di individuare possibili soluzioni nell’ambito del diritto italiano e del diritto dell’Unione europea.

L’apposizione del termine nell’art. 1, d.lgs. n. 368/2001, fra limiti costituzionali e contrasto con la clausola di non regresso

Articolo scritto da: Marco Lozito

l saggio analizza la legittimità costituzionale e l’eventuale contrasto con la clausola di non regresso della disciplina delle ipotesi di legittima apposizione del termine al contratto di lavoro, prevista dall’art. 1, d.lgs. 368/2001, e s.m.i. Con riferimento al testo originario della norma, si esamina l’interazione dei vincoli costituzionali, gravanti sul legislatore delegato del 2001, con quelli (costituzionali e comunitari) derivanti dalla clausola di non regresso contenuta nell’Accordo quadro annesso alla direttiva 1999/70/CE (recepita in Italia con il d.lgs. 368/2001).