contratto a termine

L’apposizione del termine nell’art. 1, d.lgs. n. 368/2001, fra limiti costituzionali e contrasto con la clausola di non regresso

Articolo scritto da: Marco Lozito

l saggio analizza la legittimità costituzionale e l’eventuale contrasto con la clausola di non regresso della disciplina delle ipotesi di legittima apposizione del termine al contratto di lavoro, prevista dall’art. 1, d.lgs. 368/2001, e s.m.i. Con riferimento al testo originario della norma, si esamina l’interazione dei vincoli costituzionali, gravanti sul legislatore delegato del 2001, con quelli (costituzionali e comunitari) derivanti dalla clausola di non regresso contenuta nell’Accordo quadro annesso alla direttiva 1999/70/CE (recepita in Italia con il d.lgs. 368/2001).

Esigenze di certezza, uniformità e flessibilità negli Accordi per l’Expo Milano 2015

Articolo scritto da: Luisa Monterossi

Dal 1 maggio al 31 ottobre 2015 si svolgerà nella città di Milano l’Esposizione universale (Expo). Al fine di regolare un evento di tale portata, che vede coinvolti soggetti diversi, nonché settori produttivi eterogenei, in data 25/07/2014 sono stati stipulati due accordi volti, l’uno a regolare la fase di costruzione, allestimento e smantellamento dei padiglioni dei partecipanti all’interno del sito espositivo e l’altro a definire la disciplina normativa ed economica, la sicurezza sul lavoro e le relazioni sindacalinella fase di gestione del sito durante il semestre espositivo

Corte Appello Bari ord., N.489-18 Settembre 2008

(Corte Appello Bari ord.
N:489 - 18 Settembre 2008)

Pres. Castellaneta - R.A. (Avv.to Carpagfnano) c. Poste Italieane s.p.s. (Avv.ti Fiorillo e Carrieri)

Note: Contratto a termine, rapporti pendenti e norma transitoria ex art. 4-bis, d.lgs. n. 368/2001...
Parole chiave: contratto a termine :: rimessione :: poste ::

Contratto a termine – Poste Italiane Spa – Regime transitorio ex art. 4-bis, d.lgs. n. 368/01, introdotto dall’art. 21, comma 1-bis, legge n. 133/08 – Sussistenza della questione di legittimità costituzionale per contrasto con gli artt. 3 e 117, comma 1, Cost.

È rilevante, e non manifestamente infondata, la questione di legittimità costituzionale degli artt. 1, comma 1, e 11 del d.lgs. n. 368/2001, per contrasto con gli artt. 76, 77 e 117, comma 1, della Costituzione; è rilevante, e non manifestamente infondata, la questione di legittimità costituzionale dell’art. 21, comma 1-bis, della legge n. 133/2008, inserente dopo l’art. 4 del d.lgs. n. 368/2001 un art. 4-bis, per contrasto con gli articoli 3, comma 1, 24, comma 2, 101, 102, comma 2, 104, comma 2, e 117, comma 1, della Costituzione.
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Corte Appello Genova, N.-26 Settembre 2008

Contratto a termine – Regime transitorio ex art. 4-bis, d.lgs. n. 368/01, introdotto dall’art. 21, comma 1-bis, legge n. 133/08 – Sussistenza della questione di legittimità costituzionale per contrasto con gli artt. 3 e 117, comma 1, Cost.

È rilevante, e non manifestamente infondata, la questione di legittimità costituzionale degli artt. 1, comma 1, e 11 del d.lgs. n. 368/2001, per contrasto con gli artt. 76, 77 e 117, comma 1, della Costituzione; è rilevante, e non manifestamente infondata, la questione di legittimità costituzionale dell’art. 21, comma 1-bis, della legge n. 133/2008, inserente dopo l’art. 4 del d.lgs. n. 368/2001 un art. 4-bis, per contrasto con gli articoli 3, comma 1, 24, comma 2, 101, 102, comma 2, 104, comma 2, e 117, comma 1, della Costituzione.
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Corte Appello Torino, N.-2 Ottobre 2008

Contratto a termine – Regime transitorio ex art. 4-bis, d.lgs. n. 368/01, introdotto dall’art. 21, comma 1-bis, legge n. 133/08 – Sussistenza della questione di legittimità costituzionale per contrasto con gli artt. 3 e 24, comma 1, Cost.

È rilevante, e non manifestamente infondata, la questione di legittimità costituzionale degli artt. 1, comma 1, e 11 del d.lgs. n. 368/2001, per contrasto con gli artt. 76, 77 e 117, comma 1, della Costituzione; è rilevante, e non manifestamente infondata, la questione di legittimità costituzionale dell’art. 21, comma 1-bis, della legge n. 133/2008, inserente dopo l’art. 4 del d.lgs. n. 368/2001 un art. 4-bis, per contrasto con gli articoli 3, comma 1, 24, comma 2, 101, 102, comma 2, 104, comma 2, e 117, comma 1, della Costituzione.
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Tribunale Roma, N.-26 Settembre 2008

(Tribunale Roma
N: - 26 Settembre 2008)

Est. Conte – Di R. c. Poste Italiane Spa.

Note: Contratto a termine, rapporti pendenti e norma transitoria ex art. 4-bis, d.lgs. n. 368/2001...

Contratto a termine – Poste Italiane Spa – Sussistenza della questione di legittimità costituzionale degli artt. 1 e 11 del d.lgs. n. 368/01 per contrasto con gli artt. 76, 77 e 117, comma 1, Cost. – Regime transitorio ex art. 4-bis, d.lgs. n. 368/01, introdotto dall’art. 21, comma 1-bis, legge n. 133/08 – Sussistenza della questione di legittimità costituzionale per contrasto con gli artt. 3, comma 1, 24, comma 2, 101, 102, comma 2, 104, comma 2, e 117, comma 1, Cost.

È rilevante, e non manifestamente infondata, la questione di legittimità costituzionale degli artt. 1, comma 1, e 11 del d.lgs. n. 368/2001, per contrasto con gli artt. 76, 77 e 117, comma 1, della Costituzione; è rilevante, e non manifestamente infondata, la questione di legittimità costituzionale dell’art. 21, comma 1-bis, della legge n. 133/2008, inserente dopo l’art. 4 del d.lgs. n. 368/2001 un art. 4-bis, per contrasto con gli articoli 3, comma 1, 24, comma 2, 101, 102, comma 2, 104, comma 2, e 117, comma 1, della Costituzione.
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Tendenze della contrattazione nazionale in materia di contratto a termine,part-time e apprendistato professionalizzante (ParteI)

Articolo scritto da: Marco Lozito

Il saggio si prefigge l’obiettivo di ricostruire le principali scelte regolative compiute dalle parti negoziali nei contratti collettivi nazionali di lavoro del settore privato, con riferimento al contratto a termine, al part-time e all’apprendistato professionalizzante; contratti in relazione ai quali l’intervento dell’autonomia collettiva risulta più diffuso, consistente e significativo, anche in ragione dei diversi rinvii operati dal legislatore alla contrattazione.

Primi interventi dopo l’interpretazione autentica del regime risarcitorio per l’illegittima apposizione del termine

Articolo scritto da: Filippo Aiello

L’autore analizza la posizione assunta dalla Corte di Cassazione in ordine alle conseguenze economiche dell’accertamento della nullità della clausola di termine apposta al contratto di lavoro, dopo l’intervento della disposizione di interpretazione autentica introdotta con la c.d. Legge Fornero di riforma del mercato del lavoro evidenziandone i possibili contrasti con la clausola 8.3 dell’accordo quadro allegato alla direttiva 1999/70/CE. L’autore, inoltre, esamina le indicazioni della sentenza in tema di decorrenza della prescrizione dell’indennizzo forfetario-omnicomprensivo

Corte di cassazione, N.14996-7 Settembre 2012

(Corte di cassazione
N:14996 - 7 Settembre 2012)

Sez. lav. – Pres. Roselli, Est. Nobile, P.M. Corasaniti (parz. diff.) – V.L. (avv.ti Meloni, Pau), La M. Spa (avv.ti Pulsoni, Rapone). Cassa Corte d’Appello Cagliari, Sez. dist. di Sassari, 19 gennaio 2009.

Note: Primi interventi dopo l’interpretazione autentica del regime risarcitorio per l’illegittima apposizione del termine

Contratto a termine – Clausola nulla – Indennizzo forfettario – Art. 32, comma 5, legge n. 183/2010, e art. 1, comma 13, legge n. 92/2012 – Natura omnicomprensiva. Contratto a termine – Clausola sul termine nulla – Indennizzo forfettario ex art. 32, comma 5, legge n. 183/2010 – Prescrizione decennale – Decorrenza.

La disposizione di cui all’art. 1, comma 13, della legge n. 92 del 2012 (interpretazione autentica dell’art. 32, comma 5, della legge n. 183 del 2010) è conforme a quanto già affermato dalla Corte Costituzionale, con la sentenza n. 303 del 2011, e dalla giurisprudenza di legittimità, allorché considera l’indennità omnicomprensiva di ogni danno subìto dal lavoratore per effetto della nullità del termine nel periodo che va dalla scadenza dello stesso fino alla sentenza che ne accerta la nullità; e, trattandosi di un nuovo e diverso diritto, viene meno la possibilità di richiedere altri trattamenti retributivi (quali, ad esempio, gli scatti di anzianità), risarcitori e contributivi maturati medio tempore.
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Osservazioni critiche alle prime decisioni sulla legge 4 novembre 2010, n. 183

Articolo scritto da: Carlo de Marchis

Conclusosi il complesso e tormentato iter parlamentare di approvazione della legge 4 novembre 2010, n. 183, le aule di giustizia hanno immediatamente dovuto affrontare i primi nodi interpretativi del testo. A poco più di un trimestre dall’entrata in vigore della novella le numerose decisioni giurisprudenziali intervenute riflettono l’acceso dibattito scaturito all’indomani della promulgazione del provvedimento legislativo

Tribunale Trani, N.-20 Dicembre 2010

(Tribunale Trani
N: - 20 Dicembre 2010)

ord. – Est. La Notte Chirone – S.G. (avv. Carpagnano) c. Poste Italiane Spa (avv. Nappi).

Note: Osservazioni critiche alle prime decisioni sulla legge 4 novembre 2010, n. 183
Parole chiave: contratto a termine ::

Lavoro subordinato – Contratto a termine – Nullità parziale della clausola – Conversione ex tunc del rapporto a tempo indeterminato – Sussistenza. Lavoro subordinato – Contratto a termine – Applicazione al giudizio di primo grado indennità ex art. 32, comma 7, legge 4 novembre 2010, n. 183 – Configurabilità – Rilevanza della questione di legittimità costituzionale per violazione degli artt. 3, 11, 24, 101, 102, 111 e 177 Cost. – Configurabilità – Non manifesta infondatezza – Sussistenza.

Deve ritenersi rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 32, comma 7, legge 4 novembre 2010, n. 183, nella parte in cui irragionevolmente ai giudizi pendenti in primo grado alla data della sua entrata in vigore, in sede di accertamento della nullità del termine apposto a un contratto di lavoro, introduce, in caso di conversione a tempo indeterminato, in alternativa alla ordinaria tutela risarcitoria, prevista dal diritto vivente, e diversamente dagli altri rapporti di lavoro temporanei, una condanna con carattere retroattivo di una indennità onnicomprensiva forfettaria che, sulla base di criteri inappropriati, non risarcisce il danno effettivo subìto ed è suscettibile di aggravare il danno di colui che agisce in giudizio
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Tibunale Roma, N.-23 Dicembre 2010

(Tibunale Roma
N: - 23 Dicembre 2010)

Tribunale Roma, Sez. lav., 23 dicembre 2010 – Est. Trementozzi – L.D. (avv. Panici) c. Delaville Srl (avv. Ferrari).

Note: Osservazioni critiche alle prime decisioni sulla legge 4 novembre 2010, n. 183
Parole chiave: contratto a termine ::

Lavoro subordinato – Contratto a termine – Nullità parziale della clausola – Conversione del rapporto a tempo indeterminato – Sussistenza – Applicabilità indennità ex art. 32, comma 7, legge 4 novembre 2010, n. 183 – Configurabilità – Cumulo con il risarcimento del danno – Esclusione. Lavoro subordinato – Contratto a termine – Indennità onnicomprensiva ex art. 32, comma 5, legge 4 novembre 2010, n. 183 – Applicabilità ai giudizi in corso – Contrasto con l’art. 6 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo – Esclusione – Questione di legittimità costituzionale – Manifesta infondatezza.

Per effetto della dichiarazione della nullità del termine apposto a un contratto di lavoro consegue che il rapporto di lavoro deve essere considerato a tempo indeterminato fin dalla sua iniziale decorrenza e compete al lavoratore, in alternativa alle retribuzioni maturate dalla data della messa in mora, l’indennità onnicomprensiva prevista nell’art. 32, comma 5, della legge 4 novembre 2010, n. 183 (12). Il carattere retroattivo del nuovo sistema indennitario non è in contrasto con la Convenzione europea dei diritti dell’uomo né appare fondata la questione di legittimità costituzionale della previsione del pagamento dell’indennità onnicomprensiva di cui all’art. 32, comma 5, legge 4 novembre 2010, n. 183 (13).
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Corte di Cassazione, N.2112-28 Gennaio 2011

(Corte di Cassazione
N:2112 - 28 Gennaio 2011)

ord. – Pres. Roselli; Rel. Zappia; P.M. Fedeli (diff.) – Poste Italiane (avv. Fiorillo) c. C.C. (avv. Vacirca).

Note: Osservazioni critiche alle prime decisioni sulla legge 4 novembre 2010, n. 183

Lavoro subordinato – Contratto a termine – Indennità ex art. 32, comma 5, legge 4 novembre 2010, n. 183 – Applicazione ai giudizi pendenti innanzi alla Corte di Cassazione – Configurabilità. Lavoro subordinato – Contratto a termine – Nullità del termine apposto al contratto di lavoro – Conversione rapporto a tempo indeterminato – Configurabilità – Pagamento di una di una indennità forfettizzata – Rilevanza della questione di legittimità costituzionale degli artt. 32, commi 5 e 6, della legge 4 novembre 2010, n. 183, per violazione degli artt. 3, 11, 24, 111 e 177 Cost. – Configurabilità – Non manifesta infondatezza – Sussistenza.

Trova applicazione anche ai giudizi innanzi alla Corte di Cassazione lo ius superveniens costituito dalla previsione della indennità onnicomprensiva contenuta nell’art. 32, commi 5 e 6, della legge 4 novembre 2010, n. 183 (1). Deve ritenersi rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 32, commi 5 e 6, legge 4 novembre 2010, n. 183, nella parte in cui, introducendo in caso di conversione a tempo indeterminato del rapporto, in alternativa alla ordinaria tutela risarcitoria una indennità onnicomprensiva forfettaria, nuoce all’effettività del diritto al lavoro e alla effettività della tutela giurisdizionale. L’imposizione ai giudizi in corso e con carattere retroattivo di una misura peggiorativa rispetto alla misura generale...
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L’apposizione del termine nell’art. 1, d.lgs. n. 368/2001, fra limiti costituzionali e contrasto con la clausola di non regresso

Articolo scritto da: Marco Lozito

Il saggio analizza la legittimità costituzionale e l’eventuale contrasto con la clausola di non regresso della disciplina delle ipotesi di legittima apposizione del termine al contratto di lavoro, prevista dall’art. 1, d.lgs. 368/2001, e s.m.i. Con riferimento al testo originario della norma, si esamina l’interazione dei vincoli costituzionali, gravanti sul legislatore delegato del 2001, con quelli (costituzionali e comunitari) derivanti dalla clausola di non regresso contenuta nell’Accordo quadro annesso alla direttiva 1999/70/CE (recepita in Italia con il d.lgs. 368/2001).

«Il contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato costituisce la forma comune di rapporto di lavoro»?

Articolo scritto da: Maria Teresa Carinci

Il saggio analizza uno degli ultimi decreti attuativi del cd. Jobs Act, mettendo in luce come il gioco delle convenienze tra contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti e le altre figure di lavoro caratterizzate dalla temporaneità del vincolo (quali, in particolare: il contratto a termine, la somministrazione di lavoro e il lavoro accessorio) non sia in realtà sbilanciato a favore del primo, come invece affermato dallo stesso decreto n. 81/2015.

Lavoro a termine, processi pendenti e Corte Costituzionale

Articolo scritto da: AmosAndreoniVittorioAngiolini

La Corte Costituzionale, per la seconda volta è stata investita dello spinoso tema riguardante il lavoro a termine. La prima volta (V. sentenza n. 44/08) il tema era limitato all’abolizione del diritto legale di precedenza nel lavoro stagionale, disposta dal d.lgs. n. 368/01 (In q. Riv., 2008, p. 334). Ora le questioni erano molteplici. La sentenza n. 214/09 della Corte Costituzionale, depositata il 14 luglio, risolve tre questioni e ne lascia insolute svariate altre.

Corte costituzionale, N.214-14 Luglio 2009

(Corte costituzionale
N:214 - 14 Luglio 2009)

Pres. Amirante; Est. Mazzella – Savino e altri (avv.ti Alleva, Andreoni, Angiolini, Berti, Carpagnano, D’Amati, De Michele, Fabbrini, Galleano, Molteni, Pieri e Vacirca) c. Poste Italiane Spa (avv.ti Fiorillo, Maresca e Pessi) e Presidenza del Consiglio (Avv. Stato).

Note: Lavoro a termine, processi pendenti e Corte Costituzionale

Contratto a termine – Ragioni di carattere sostitutivo – Nomedel lavoratore–Necessità – Causa della sostituzione – Necessità. Contratto a tempo determinato – Imprese concessionarie di servizi postali – Specificazione ragioni giustificatrici – Mancanza – Art. 2, comma 1-bis, d.lgs. n. 368/01 – Non irragionevolezza. Contratto a tempo determinato – Giudizi pendenti al 22 agosto 2008 – Conversione rapporto – Esclusione – Art. 21, d.l. n. 112/2008 – Incostituzionalità.

L’art. 1 del d.lgs. n. 368 del 2001 è legittimo costituzionalmente attesoché esso, dopo aver stabilito, al comma 1, che l’apposizione del termine al contratto di lavoro è consentita a fronte di ragioni di carattere (oltre che tecnico, produttivo e organizzativo, anche) sostitutivo, aggiunge, al comma 2, che «L’apposizione del termine è priva di effetto se non risulta, direttamente o indirettamente, da atto scritto nel quale sono specificate le ragioni di cui al comma 1», donde l’onere di specificazione scritta del nome del lavoratore sostituito e della causa della sostituzione.
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L’utilizzo vincolato del contratto a tempo determinato: cronaca di una morte annunciata

Articolo scritto da: Gabriella Leone

Il contributo si occupa della recente riforma del contratto a tempo determinato e delle modifiche apportate all’istituto dal punto di vista della legislazione nazionale. In particolare, l’Autrice individua nelle modifiche relative alla causale, alla proroga e ai limiti percentuali i punti cardine della riforma e segnala come essa realizzi uno squilibrio fra le esigenze dei lavoratori e quelle delle imprese a favore di queste ultime.